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I frantoi ipogei nel Salento
Sulla parte sovrastante del frantoio (il trappeto), il contadino portava il carico di olive, che venivano scaricate in un foro posto a livello del terreno che corrispondeva con una stiva, contrassegnata dal nome del proprietario delle olive. Quando la stiva era piena di olive ed era giunto il loro turno di lavorazione, il nocchiere, che era a capo degli operai, dava l' ordine di molire le olive.
Spesso capitava, quando il clima era freddo, che l'aria calda del frantoio, salendo in superficie dai boccaporti dei camini, si condensasse in sottili volute di vapore acqueo; questo bastava alla fantasia popolare per abbinare il fenomeno fisico alla presenza di spiriti che tentassero di ascendere al cielo.
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